Cheratocono: sintomi, diagnosi e cura

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Il cheratocono è una malattia della cornea che può modificare progressivamente la qualità della vista. La cornea, cioè la superficie trasparente anteriore dell’occhio, tende ad assottigliarsi e a incurvarsi in modo anomalo, assumendo una forma più “a cono”. Questa deformazione provoca spesso astigmatismo irregolare, visione distorta e difficoltà a ottenere una correzione stabile con gli occhiali.

Si tratta di una condizione che può comparire in giovane età, spesso durante l’adolescenza o nei primi anni dell’età adulta, e che può evolvere in modo diverso da persona a persona. Per questo motivo è importante riconoscere i segnali iniziali e sottoporsi a una visita oculistica completa, soprattutto se la vista cambia frequentemente o se l’astigmatismo peggiora rapidamente.

 

Che cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una forma di ectasia corneale: la cornea perde progressivamente regolarità, diventa più sottile e tende a sporgere in avanti. Questo cambiamento altera il modo in cui la luce entra nell’occhio e viene messa a fuoco sulla retina.

Il risultato è una visione meno nitida, spesso sdoppiata, deformata o disturbata da aloni e abbagliamento. Nelle fasi iniziali il disturbo può essere lieve e confuso con una semplice miopia o con un astigmatismo comune. Con il tempo, però, gli occhiali possono non essere più sufficienti a garantire una visione soddisfacente.

 
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Sintomi del cheratocono: quando sospettarlo

I sintomi del cheratocono possono variare in base allo stadio della malattia. In molti casi il paziente nota un peggioramento graduale della qualità visiva, con immagini meno definite e difficoltà soprattutto in condizioni di illuminazione non ottimale.

Visione sfocata o deformata

Il paziente può percepire immagini meno definite, contorni irregolari, lettere “sdoppiate” o difficoltà nella lettura. La visione può apparire distorta anche quando la correzione con occhiali sembra aggiornata.

Cambi frequenti di occhiali

Uno dei campanelli d’allarme più importanti è la necessità di modificare spesso la prescrizione degli occhiali, in particolare per un peggioramento dell’astigmatismo o per una correzione che non restituisce più una vista nitida.

Fastidio alla luce e aloni notturni

Il cheratocono può causare fotofobia, abbagliamento, aloni attorno alle luci e peggioramento della visione serale o notturna, ad esempio durante la guida.

 

Cause e fattori di rischio del cheratocono

Le cause del cheratocono non sono sempre identificabili con precisione. Esiste spesso una predisposizione individuale o familiare, ma anche alcuni fattori ambientali e comportamentali possono contribuire alla progressione.

Un aspetto importante è lo sfregamento degli occhi. Strofinare frequentemente e con forza gli occhi, soprattutto in presenza di allergie oculari o prurito, può rappresentare un fattore aggravante. Per questo motivo, chi soffre di allergie, congiuntiviti ricorrenti o irritazioni oculari dovrebbe evitare di sfregare gli occhi e rivolgersi allo specialista per trattare correttamente la superficie oculare.

 

Diagnosi del cheratocono: topografia corneale come esame diagnostico d’elezione

La diagnosi precoce è fondamentale. Il cheratocono, nelle fasi iniziali, può non essere evidente alla semplice osservazione durante la visita. Per questo l’esame diagnostico d’elezione è la topografia corneale, spesso integrata dalla tomografia corneale e dalla pachimetria.

A cosa serve la topografia corneale?

La topografia corneale crea una mappa della curvatura della cornea. Attraverso colori e parametri specifici, permette di individuare irregolarità, asimmetrie e aree di maggiore incurvamento compatibili con un cheratocono iniziale o avanzato.

È un esame non invasivo, rapido e indolore. Il paziente osserva una mira luminosa mentre lo strumento acquisisce i dati della superficie corneale. Il risultato consente all’oculista di valutare la forma della cornea e di monitorare nel tempo eventuali cambiamenti.

Perché è importante ripeterla nel tempo?

Il cheratocono non va solo diagnosticato: va seguito. Confrontare topografie eseguite a distanza di mesi permette di capire se la malattia è stabile oppure in progressione. Questa informazione è decisiva per scegliere il trattamento più adeguato e intervenire prima che la deformazione corneale diventi più significativa.

 

Come si cura il cheratocono?

Il trattamento dipende dallo stadio della malattia, dall’età del paziente, dalla qualità visiva e dalla presenza o meno di progressione. L’obiettivo è migliorare la visione quando possibile e, soprattutto, proteggere la cornea da un peggioramento nel tempo.

Occhiali e lenti a contatto

Nelle forme lievi, occhiali o lenti morbide possono essere sufficienti. Quando l’astigmatismo diventa irregolare, possono essere necessarie lenti a contatto specifiche, come lenti rigide gas-permeabili, ibride o sclerali. Queste lenti non fermano il cheratocono, ma possono migliorare molto la qualità della visione.

Cross-linking corneale

Quando il cheratocono mostra segni di progressione, uno dei trattamenti più importanti è il cross-linking corneale. Questa procedura utilizza riboflavina, cioè vitamina B2, e luce ultravioletta A per rinforzare le fibre di collagene della cornea. L’obiettivo principale non è eliminare il difetto visivo, ma rallentare o arrestare la progressione della malattia.

Il cross-linking è particolarmente utile quando il cheratocono viene diagnosticato in fase precoce. Dopo il trattamento, il paziente dovrà comunque continuare i controlli e, se necessario, utilizzare occhiali o lenti a contatto per correggere la vista.

Anelli intrastromali e trapianto di cornea

In alcuni casi selezionati possono essere indicati anelli intrastromali, utili a regolarizzare parzialmente la forma corneale. Nelle forme più avanzate, quando la cornea è molto deformata o presenta cicatrici importanti, può essere necessario valutare un trapianto di cornea.

 
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Quando prenotare una visita oculistica?

È consigliabile prenotare una visita se si nota un peggioramento rapido della vista, un aumento dell’astigmatismo, difficoltà nella guida notturna, aloni, visione sdoppiata o frequenti cambi di occhiali. La valutazione è particolarmente importante nei giovani e in chi ha familiarità per cheratocono.

Una diagnosi tempestiva consente di monitorare la cornea con precisione e di intervenire nel momento più opportuno. La topografia corneale permette di distinguere un semplice difetto refrattivo da una possibile alterazione strutturale della cornea.

La topografia corneale rappresenta un passaggio fondamentale per diagnosticare il cheratocono, controllarne l’evoluzione e scegliere il trattamento più indicato.

Se sospetti un cheratocono o hai notato un cambiamento frequente della vista, una visita specialistica può aiutarti a chiarire la situazione e proteggere la salute dei tuoi occhi.

 

FAQ - Domande frequenti sul cheratocono

Che cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia della cornea in cui la superficie oculare si assottiglia e si deforma progressivamente, assumendo una forma conica. Questo causa astigmatismo irregolare e visione distorta.

Qual è l’esame più importante per diagnosticare il cheratocono?

L’esame diagnostico d’elezione è la topografia corneale, che permette di mappare la curvatura della cornea e individuare anche forme iniziali o sospette di cheratocono.

Il cheratocono si può fermare?

In caso di progressione, il trattamento più utilizzato per stabilizzare la cornea è il cross-linking corneale, che ha l’obiettivo di rinforzare la struttura corneale e rallentare o arrestare l’evoluzione della malattia.

Gli occhiali correggono il cheratocono?

Nelle forme lievi possono aiutare, ma negli stadi più avanzati l’astigmatismo irregolare può richiedere lenti a contatto specialistiche.

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