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Home / Vista Blog / Cataratta Cataratta · Approfondimento Lenti EDOF nella cataratta: come funzionano, vantaggi e limiti Le lenti EDOF estendono il range di fuoco rispetto a una monofocale. Come funzionano, cosa aspettarsi e perché non sono adatte a tutti. AutoreAndrea Passani QualificaMedico oculista · MD, PhD, FEBO Ultimo aggiornamento4 ottobre 2026 Tempo di…

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Cataratta · Approfondimento

Lenti EDOF nella cataratta: come funzionano, vantaggi e limiti

Le lenti EDOF estendono il range di fuoco rispetto a una monofocale. Come funzionano, cosa aspettarsi e perché non sono adatte a tutti.

Lenti EDOF: qualità visiva dopo l'intervento di Cataratta
AutoreAndrea Passani
QualificaMedico oculista · MD, PhD, FEBO
Ultimo aggiornamento4 ottobre 2026
Tempo di lettura5 minuti

Le lenti EDOF (Extended Depth of Focus) sono lenti intraoculari progettate per estendere il range di messa a fuoco rispetto a una IOL monofocale tradizionale. Vengono considerate soprattutto nella chirurgia della cataratta quando, dopo una valutazione completa, l’obiettivo è ottenere una buona visione da lontano e una maggiore autonomia nelle distanze intermedie.

Le EDOF sono una delle possibili famiglie di IOL. Prima di approfondirle può essere utile leggere la guida alle lenti intraoculari e ai criteri con cui si sceglie il nuovo cristallino →

Che cosa significa “profondità di fuoco estesa”?

Una lente monofocale privilegia un punto focale principale. Le EDOF utilizzano differenti principi ottici, variabili secondo il modello, per creare un intervallo di fuoco più esteso. In termini pratici l’obiettivo è rendere più continua la transizione tra lontano e distanza intermedia, senza poter garantire lo stesso risultato a ogni distanza o in ogni paziente.

Che cosa si può aspettare dalla visione con una EDOF?

In pazienti correttamente selezionati, una EDOF può offrire una buona visione da lontano e intermedia e ridurre la necessità di occhiali in alcune attività quotidiane, come computer, cruscotto dell’auto o molte attività domestiche. Per la lettura fine o a distanza ravvicinata gli occhiali possono comunque essere necessari.

Il risultato dipende dalla lente, dall’obiettivo refrattivo, dalla precisione biometrica e soprattutto dalle condizioni dell’occhio. Per questo non è corretto presentare una EDOF come una soluzione che elimina automaticamente gli occhiali.

EDOF e multifocali sono la stessa cosa?

No. Entrambe cercano di ampliare il range visivo rispetto a una monofocale, ma lo fanno con strategie ottiche differenti. Le multifocali creano più fuochi; le EDOF mirano a estendere la profondità di fuoco. Nella pratica clinica esistono inoltre tecnologie ibride e differenze importanti tra i singoli modelli: la denominazione commerciale, da sola, non basta a prevedere la qualità visiva del singolo paziente.

Aloni, abbagliamento e contrasto: quali compromessi?

Anche con le EDOF possono comparire aloni, abbagliamento, fenomeni fotici o variazioni della sensibilità al contrasto. Frequenza e intensità dipendono dal design della lente, dalle condizioni oculari e dalla sensibilità individuale. È quindi importante discutere prima dell’intervento attività come guida notturna, lavoro in condizioni di basso contrasto e aspettative sull’indipendenza dagli occhiali.

Chi può essere un candidato?

La candidatura non dipende soltanto dall’età o dal desiderio di usare meno gli occhiali. Cornea, astigmatismo, superficie oculare, macula, nervo ottico, pupilla e precedenti interventi possono modificare l’indicazione. Anche le esigenze quotidiane hanno un ruolo: computer, guida, lettura e attività professionali richiedono priorità visive differenti.

In presenza di alcune patologie oculari o di aspettative non compatibili con il profilo ottico della lente, può essere preferibile una strategia diversa.

Perché biometria e diagnostica sono decisive?

Prima della chirurgia vengono eseguite misurazioni per calcolare il potere della IOL e valutare l’occhio. La biometria, lo studio della cornea e, quando indicato, l’OCT maculare aiutano a definire il piano. Anche con misurazioni accurate rimane possibile un residuo refrattivo: nessuna lente permette di promettere a priori un risultato identico per tutti.

EDOF: una possibilità, non una scelta automatica

Le EDOF possono essere una soluzione interessante quando il profilo clinico e le esigenze visive sono compatibili con questa tecnologia. La decisione deve però nascere da una valutazione completa e dal confronto tra le diverse famiglie di lenti intraoculari, spiegando benefici attesi, limiti e possibili alternative.

Torna alla guida completa sulle lenti intraoculari e sulla scelta del nuovo cristallino →

Domande frequenti

Domande frequenti su lenti edof: qualità visiva dopo l’intervento di cataratta

Quando è consigliabile una valutazione oculistica?

È indicata quando compaiono sintomi nuovi, variazioni della qualità visiva o secondo la periodicità suggerita dall’oculista in base a età, familiarità e condizioni già note.

Quali esami possono essere necessari?

Gli esami vengono scelti dopo la visita in funzione del quesito clinico. Possono includere misurazioni della funzione visiva e indagini strumentali mirate alle strutture oculari coinvolte.

Le informazioni dell’articolo sostituiscono la visita?

No. I contenuti aiutano a comprendere il tema, ma diagnosi e indicazioni terapeutiche richiedono una valutazione medica individuale.

Fonti e approfondimenti

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