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Procedura di iontoforesi sclerale durante un trattamento oculistico

Approfondimento

Iontoforesi sclerale e maculopatia secca: cosa sappiamo oggi.

Una tecnica di veicolazione transsclerale studiata per aumentare la disponibilità locale di sostanze come la luteina. I primi dati sono interessanti, ma la ricerca è ancora in fase esplorativa.

In breve

L’iontoforesi sclerale utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire il passaggio di determinate sostanze attraverso i tessuti oculari. Nella degenerazione maculare legata all’età intermedia è stata studiata come modalità locale di somministrazione della luteina. I primi risultati pubblicati nel 2026 sono interessanti, ma derivano da studi pilota non randomizzati e devono quindi essere considerati esplorativi.

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è una patologia della macula, la regione centrale della retina responsabile della visione dei dettagli. Nelle fasi iniziali può essere asintomatica; con la progressione possono comparire riduzione della visione centrale, difficoltà nella lettura e percezione distorta delle linee.

La ricerca sulle forme secche e intermedie della malattia sta valutando strategie differenti. Una delle linee di studio riguarda la possibilità di aumentare localmente la disponibilità di carotenoidi, come la luteina, attraverso la iontoforesi transsclerale.

Che cos’è l’iontoforesi sclerale?

L’iontoforesi è una tecnica che utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire il trasporto di molecole ionizzate attraverso una barriera biologica. In ambito oftalmologico l’obiettivo è aumentare la disponibilità locale di determinate sostanze nei tessuti oculari evitando, per quanto possibile, una somministrazione sistemica.

Nella ricerca sulla maculopatia secca questa modalità è stata studiata in particolare per la veicolazione transsclerale della luteina, un carotenoide presente fisiologicamente nella macula.

Perché viene studiata nella degenerazione maculare secca?

La luteina e la zeaxantina contribuiscono alla composizione del pigmento maculare. Per questo motivo il loro ruolo viene studiato da tempo nel contesto della salute retinica e della degenerazione maculare legata all’età.

L’interesse per la iontoforesi nasce dalla possibilità teorica di aumentare la disponibilità locale della sostanza attraverso la sclera. Questo non significa però che la tecnica rappresenti oggi uno standard terapeutico per la maculopatia secca: i dati disponibili devono essere interpretati nel contesto della ricerca clinica.

Cosa mostrano i primi studi pubblicati nel 2026?

I primi lavori clinici pubblicati nel 2026 sulla somministrazione transsclerale di luteina mediante iontoforesi in pazienti con forme intermedie di degenerazione maculare secca hanno riportato risultati di interesse su alcuni parametri funzionali e strutturali.

Si tratta tuttavia di studi pilota, con campioni limitati e senza la robustezza metodologica necessaria per trarre conclusioni definitive. I risultati sono quindi utili soprattutto per generare nuove ipotesi e orientare studi clinici più ampi e controllati.

Diagnosi prima del trattamento: il ruolo dell’OCT

Qualunque valutazione della macula parte da una diagnosi precisa. L’OCT e Angio-OCT consentono di studiare in modo non invasivo la struttura della retina e della macula e di individuare alterazioni che possono orientare il percorso diagnostico e il follow-up.

L’inquadramento clinico è fondamentale anche per distinguere la degenerazione maculare da altre patologie retiniche, come la retinopatia diabetica o condizioni vitreoretiniche che richiedono percorsi differenti.

Iontoforesi e altre terapie non sono intercambiabili

La degenerazione maculare comprende forme e stadi differenti. Le strategie utilizzate per una determinata condizione non possono essere automaticamente trasferite a un’altra. Per questo la valutazione specialistica deve precedere qualsiasi indicazione terapeutica.

In particolare, le terapie utilizzate nelle forme neovascolari della degenerazione maculare hanno indicazioni e meccanismi diversi rispetto agli approcci sperimentali studiati nelle forme secche e intermedie.

Chi può essere valutato?

La presenza di distorsioni delle immagini, riduzione della visione centrale, difficoltà nella lettura o cambiamenti recenti della qualità visiva richiede una valutazione oculistica. Il percorso può comprendere visita specialistica, esame del fondo oculare e diagnostica retinica strumentale.

Per una panoramica più ampia sulle patologie della macula è disponibile la pagina dedicata alle maculopatie.

Domande frequenti

Che cos’è l’iontoforesi sclerale?

L’iontoforesi sclerale è una tecnica di veicolazione transsclerale che utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire il passaggio locale di determinate sostanze attraverso i tessuti oculari. Nella degenerazione maculare legata all’età intermedia è stata recentemente studiata anche per la somministrazione locale di luteina.

L’iontoforesi con luteina è già una terapia standard per la maculopatia secca?

No. I dati pubblicati nel 2026 provengono da studi pilota e devono essere considerati preliminari. Sono necessari studi più ampi, controllati e con follow-up più lungo prima di poter definire con certezza efficacia, indicazioni e ruolo clinico della procedura.

L’iontoforesi può sostituire le terapie intravitreali?

No. L’iontoforesi studiata nella forma intermedia non essudativa della degenerazione maculare e le iniezioni intravitreali utilizzate, per esempio, nella forma neovascolare rispondono a presupposti e indicazioni differenti. Non sono trattamenti intercambiabili.

Perché l’OCT è importante nella valutazione della macula?

L’OCT consente di ottenere immagini ad alta risoluzione degli strati retinici ed è uno degli esami utilizzati per caratterizzare e monitorare molte patologie maculari. La scelta degli esami necessari dipende comunque dal quadro clinico individuale e dalla visita oculistica.

Chi può essere candidato a una procedura di iontoforesi?

Non esiste un’indicazione generalizzabile a tutti i pazienti con maculopatia. La valutazione deve partire dalla diagnosi precisa, dallo stadio della malattia, dagli esami strumentali e dalle caratteristiche del singolo paziente. Nel caso della luteina per via sclerale, le evidenze disponibili sono ancora esplorative.

Fonti e approfondimenti scientifici

Questo articolo è stato redatto facendo riferimento alla letteratura scientifica disponibile e a fonti istituzionali. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione medica.

  • Rinaldi M, Cennamo G, Fioretto G, et al. Scleral iontophoresis for targeted lutein delivery in intermediate stage dry AMD: Is this a new frontier in age macular degeneration? Photodiagnosis and Photodynamic Therapy. 2026;57:105356. PubMed.
  • Mastropasqua R, Quarta A, Passamonti M, et al. Macular pigment optical density following lutein scleral iontophoresis in intermediate age-related macular degeneration: A six-month pilot study. British Journal of Ophthalmology. 2026. PubMed.
  • National Eye Institute. Age-Related Macular Degeneration (AMD). Informazioni su sintomi, diagnosi, stadi e trattamenti. National Eye Institute.
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