Categoria: Diagnostica oculistica

Guide agli esami diagnostici oculari, alle tecnologie di imaging e al monitoraggio clinico di retina, cornea, nervo ottico e pressione oculare.

  • Campo visivo: come si esegue e cosa misura

    Campo visivo: come si esegue e cosa misura

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    Campo visivo: come si esegue e cosa misura

    La perimetria studia la sensibilità centrale e periferica e completa la valutazione di glaucoma, nervo ottico, retina e vie visive.

    Humphrey Field Analyzer 3 per l’esame del campo visivo
    AutoreAndrea Passani
    QualificaMedico oculista · MD, PhD, FEBO
    Ultimo aggiornamento13 agosto 2026
    Tempo di lettura6 minuti

    Il campo visivo, o perimetria, misura quanto l’occhio percepisce nello spazio mentre lo sguardo rimane fisso su un punto centrale. Non valuta soltanto “quanto si vede”: costruisce una mappa della sensibilità centrale e periferica e aiuta a riconoscere difetti compatibili con glaucoma, patologie retiniche o neurologiche.

    Che cos’è il campo visivo?

    Durante l’esame piccoli stimoli luminosi compaiono in posizioni e intensità differenti. Il paziente preme un pulsante quando li percepisce. Lo strumento confronta le risposte con valori attesi per età e produce mappe numeriche e grafiche.

    La perimetria automatizzata standard è il metodo più usato per individuare e seguire nel tempo il danno funzionale del glaucoma. Esistono protocolli diversi: quelli centrali analizzano aree differenti e vengono scelti secondo nervo ottico, sintomi e patologia sospettata.

    Esecuzione del campo visivo con Humphrey Field Analyzer 3

    Quando viene richiesto?

    • sospetto o monitoraggio del glaucoma;
    • alterazioni del nervo ottico;
    • deficit visivi non spiegati dal solo esame anatomico;
    • patologie retiniche con possibile perdita di sensibilità;
    • sospetto interessamento delle vie ottiche o del sistema neurologico;
    • valutazioni selezionate per idoneità o follow-up clinico.

    La tonometria da sola non basta a diagnosticare il glaucoma: pressione, papilla, OCT, pachimetria, gonioscopia e campo visivo forniscono informazioni diverse che vanno integrate.

    Come si svolge e come prepararsi?

    Analizzatore del campo visivo Humphrey Field Analyzer 3 di Zeiss
    Il campo visivo computerizzato presenta stimoli luminosi di diversa intensità e misura la sensibilità nelle varie aree dello spazio percepito da ciascun occhio.

    Un occhio viene coperto, mentre l’altro fissa una mira all’interno dello strumento. È importante mantenere lo sguardo centrale e premere solo quando si percepisce lo stimolo, anche se molto debole. L’esame non è doloroso, ma richiede attenzione.

    Porta gli occhiali utilizzati abitualmente e segnala stanchezza, difficoltà di fissazione o necessità di una pausa. Non serve “indovinare”: risposte troppo rapide o casuali riducono l’affidabilità.

    Perché il primo esame può essere ripetuto?

    Il campo visivo presenta una normale curva di apprendimento. Al primo test il paziente può essere più lento o incerto; per questo un risultato inatteso viene spesso confermato. Palpebra cadente, lente non centrata, pupilla piccola, stanchezza e perdita di fissazione possono produrre artefatti.

    Come si interpreta il referto?

    Il medico valuta indici di affidabilità, soglie punto per punto, deviazione dalla norma e forma del difetto. Un singolo esame non sempre dimostra una progressione: il confronto seriale distingue più correttamente variazioni reali da fluttuazioni.

    Nel glaucoma il campo visivo misura la funzione; l’OCT documenta la struttura del nervo ottico e delle fibre nervose. Talvolta uno dei due cambia prima dell’altro: la coerenza complessiva guida diagnosi e frequenza dei controlli.

    Quali sintomi richiedono una valutazione rapida?

    Una perdita improvvisa di una parte del campo visivo, una tenda o ombra, un calo improvviso della vista o nuovi sintomi neurologici richiedono una valutazione urgente. Il campo visivo programmato non sostituisce l’esame clinico in una situazione acuta.

    Domande frequenti

    FAQ sul campo visivo

    Quanto dura l’esame?

    Dipende dal protocollo e dalla collaborazione; generalmente richiede alcuni minuti per occhio.

    Posso sbagliare?

    È normale non vedere gli stimoli più deboli. Lo strumento controlla fissazione e coerenza delle risposte; se necessario il test viene ripetuto.

    Il campo visivo misura la pressione oculare?

    No. Misura la sensibilità visiva. La pressione viene rilevata con la tonometria.

    Un risultato alterato significa glaucoma?

    Non necessariamente. Difetti simili possono dipendere da artefatti o da altre condizioni oculari e neurologiche; serve l’interpretazione specialistica.

    Fonti e approfondimenti

    Riferimenti autorevoli

    Misurare la funzione, seguirla nel tempo.

    Il dato è affidabile quando tecnica, collaborazione e confronto seriale vengono valutati insieme.

    Vai alla pagina Glaucoma

  • OCT e Angio-OCT: cosa mostrano e quando servono

    OCT e Angio-OCT: cosa mostrano e quando servono

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    OCT e Angio-OCT: cosa mostrano e quando servono

    Due tecnologie complementari per studiare struttura, spessori e microcircolazione di retina, macula e nervo ottico.

    OCT e Angio-OCT per lo studio della retina
    AutoreAndrea Passani
    QualificaMedico oculista · MD, PhD, FEBO
    Ultimo aggiornamento13 agosto 2026
    Tempo di lettura7 minuti

    L’OCT (tomografia ottica a coerenza) produce immagini ad alta risoluzione degli strati della retina, della macula e del nervo ottico. L’Angio-OCT, o OCT-A, aggiunge una rappresentazione del flusso nei vasi retinici e coroideali senza ricorrere a un mezzo di contrasto. Sono esami rapidi e non invasivi, ma rispondono a domande differenti e devono essere interpretati insieme alla visita oculistica.

    Che cos’è l’OCT e come funziona?

    L’OCT utilizza luce a bassa coerenza e principi di interferometria per ricostruire sezioni micrometriche dei tessuti oculari. Il risultato è simile a una “mappa a strati”: permette di misurare spessori, riconoscere liquido, trazioni, membrane e alterazioni della normale architettura.

    L’esame può essere orientato alla macula, alla retina, alla testa del nervo ottico oppure allo studio delle fibre nervose retiniche. La scelta del protocollo dipende dal sospetto clinico.

    Che differenza c’è tra OCT e Angio-OCT?

    L’OCT strutturale mostra anatomia e spessori. L’Angio-OCT confronta scansioni ripetute della stessa area e rileva il movimento dei globuli rossi: costruisce così mappe dei plessi vascolari senza iniezione di colorante.

    L’OCT-A può aiutare a studiare neovascolarizzazioni, aree di ridotta perfusione e microcircolazione. Non sostituisce automaticamente la fluorangiografia: il campo inquadrato, gli artefatti e l’assenza di informazioni sulla perdita di colorante possono rendere necessario un esame complementare.

    Scansione OCT degli strati della retina e della macula
    La scansione OCT mostra gli strati retinici e il profilo della macula: qualità, centratura e confronto nel tempo sono essenziali per l’interpretazione clinica.
    Strumento OCT con monitor durante lo studio della retina e della macula
    Lo strumento OCT acquisisce scansioni ad alta risoluzione; il monitor consente di valutare insieme sezioni retiniche, mappe di spessore e immagini del fondo oculare.

    Quando viene richiesto?

    • maculopatie e degenerazione maculare legata all’età;
    • edema maculare e retinopatia diabetica;
    • membrane epiretiniche, foro maculare e trazioni vitreomaculari;
    • sospetto o monitoraggio del glaucoma mediante papilla e fibre nervose;
    • alterazioni vascolari retiniche e sospette neovascolarizzazioni;
    • controllo dell’evoluzione e della risposta alle terapie.

    Un OCT normale non esclude ogni patologia e un’anomalia strumentale non equivale da sola a una diagnosi. Età, miopia elevata, qualità della scansione e segmentazione automatica possono modificare il risultato.

    Come si svolge l’esame?

    Il paziente appoggia mento e fronte allo strumento e fissa una mira luminosa per pochi secondi. Non c’è contatto con l’occhio e non sono utilizzate radiazioni ionizzanti. In alcuni casi la pupilla viene dilatata per ottenere immagini migliori.

    Movimenti oculari, ammiccamento, opacità dei mezzi diottrici e fissazione instabile possono generare artefatti. Per questo l’operatore controlla la qualità e, se necessario, ripete la scansione.

    Come si leggono i risultati?

    Il referto comprende immagini, mappe di spessore e confronti con database di riferimento. Nel follow-up conta soprattutto la coerenza tra esami successivi: protocollo, centratura e qualità devono essere comparabili. Nel glaucoma l’OCT documenta la struttura; il campo visivo misura invece la funzione. I due dati sono complementari.

    OCT, retinografia ed ecografia: quale esame serve?

    La retinografia fotografa l’aspetto del fondo oculare; l’OCT mostra sezioni e spessori; l’ecografia oculare usa ultrasuoni ed è particolarmente utile quando cataratta densa, sangue o altre opacità impediscono di osservare il fondo. La scelta nasce dalla domanda clinica, non da una graduatoria tra tecnologie.

    Domande frequenti

    FAQ su OCT e Angio-OCT

    L’OCT è doloroso?

    No. È un esame non invasivo e senza contatto, normalmente eseguito in pochi minuti.

    L’Angio-OCT utilizza un mezzo di contrasto?

    No. Rileva il movimento del sangue attraverso scansioni ripetute; in alcuni quadri la fluorangiografia può comunque fornire informazioni aggiuntive.

    Serve dilatare la pupilla?

    Non sempre. La dilatazione può essere utile se la pupilla è piccola o la qualità delle immagini non è sufficiente.

    Ogni quanto va ripetuto?

    La frequenza dipende dalla patologia, dal rischio e dalla necessità di documentare cambiamenti nel tempo.

    Fonti e approfondimenti

    Riferimenti autorevoli

    Dalla scansione alla decisione clinica.

    L’esame acquista valore quando immagini, sintomi e visita vengono interpretati insieme.

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  • Tonometria: misuriamo la pressione intraoculare per la salute della vista

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    Tonometria: misuriamo la pressione intraoculare per la salute della vista

    La tonometria misura la pressione intraoculare ed è essenziale nella valutazione del glaucoma. Tecniche, interpretazione e rapporto con la pachimetria.

    Tonometria: misuriamo la pressione intraoculare per la salute della vista
    AutoreAndrea Passani
    QualificaMedico oculista · MD, PhD, FEBO
    Ultimo aggiornamento11 agosto 2026
    Tempo di lettura5 minuti

    La tonometria è una procedura medica fondamentale per valutare la pressione intraoculare, un parametro cruciale per la salute degli occhi. In questo articolo, esploreremo cos’è la tonometria, come viene eseguita e perché è così significativa per la prevenzione e il monitoraggio di condizioni oculari.

    Cos’è la tonometria?

    La tonometria è il processo di misurazione della pressione intraoculare, ovvero la pressione all’interno dell’occhio. Questa misurazione è cruciale per la valutazione della salute oculare in quanto una pressione intraoculare anormalmente alta può essere un segnale di diverse condizioni oculari, tra cui il glaucoma, una malattia degenerativa che può portare alla perdita della vista se non trattata tempestivamente.

    Come viene eseguita la tonometria?

    Esistono diverse tecniche per misurare la pressione intraoculare.
    Una delle più comuni è la tonometria ad applanazione. Durante questa procedura, il paziente è fatto sedere comodamente mentre un oftalmologo o un tecnico specializzato utilizza uno strumento chiamato tonometro di Goldman. Questo strumento è posto delicatamente sulla superficie dell’occhio dopo l’applicazione di gocce anestetiche per garantire il massimo comfort.

    Il tonometro ad applanazione misura la resistenza dell’occhio quando viene compresso leggermente. Questa resistenza è correlata alla pressione intraoculare. La procedura è rapida e indolore, e fornisce al professionista sanitario informazioni vitali sulla pressione all’interno dell’occhio.

    Altro metodo è la tonometria a soffio. In questo caso, un tonometro a soffio rilascia una piccola quantità di aria sulla superficie dell’occhio, misurando la pressione in base alla quantità di deformazione dell’occhio in risposta alla forza dell’aria. Questo metodo è rapido e non richiede alcun contatto diretto con l’occhio, rendendolo particolarmente adatto per alcuni pazienti.

    Nella tonometria a rimbalzo la pressione intraoculare viene calcolata facendo rimbalzare una piccola sonda di metallo con punta in plastica contro la cornea. Questa tipologia di tonometro utilizza una bobina di induzione per magnetizzare la sonda e “spararla” contro la cornea. Non appena la sonda rimbalza contro la cornea e torna indietro verso il dispositivo, si viene a creare una corrente di induzione da cui è poi possibile determinare la pressione intraoculare. Il dispositivo è semplice e facile da usare e ne esistono anche alcune versioni che il paziente può utilizzare in autonomia a casa sua. Il tonometro a rimbalzo è portatile, non richiede l’uso di colliri anestetici ed è particolarmente adatto per i bambini ed i pazienti non cooperativi.

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    Il Tonopachimetro: Un Ruolo Chiave nella Tonometria

    Oltre ai tipi di tonometri menzionati, è importante parlare del tonopachimetro. Questo strumento innovativo non solo misura la pressione intraoculare, ma fornisce anche informazioni sullo spessore corneale. La cornea, la parte più esterna dell’occhio, può infatti influenzare la lettura della pressione intraoculare. Un tonopachimetro aiuta a compensare questo effetto fornendo dati più accurati sulla pressione.

    Il tonopachimetro è particolarmente utile nei casi in cui la cornea è spessa o sottile, poiché queste variazioni possono influire anche di molto nella precisione della misurazione della pressione intraoculare. La sua inclusione negli esami oftalmologici può migliorare notevolmente la precisione delle letture e contribuire a una valutazione più accurata della salute degli occhi.

    L’importanza della tonometria nella prevenzione del glaucoma

    La tonometria è una componente fondamentale degli esami oftalmologici di routine e viene spesso eseguita insieme ad altri test per valutare la salute degli occhi. La ragione principale dietro la misurazione della pressione intraoculare è la prevenzione del glaucoma. Il glaucoma è una malattia oculare silenziosa, spesso asintomatica nelle sue fasi iniziali. Una pressione intraoculare elevata può danneggiare il nervo ottico, portando a una perdita progressiva della vista.

    La regolare tonometria consente di rilevare precocemente elevazioni della pressione intraoculare, consentendo al medico di intraprendere azioni preventive per preservare la salute degli occhi del paziente. Il trattamento tempestivo può rallentare o arrestare il progresso del glaucoma, preservando così la vista del paziente.

    tonometria-pressione-intraoculare-glaucoma

    Altre condizioni oculari monitorate tramite tonometria

    Oltre al glaucoma, la tonometria è essenziale per monitorare altre condizioni oculari, come l’uveite e l’ipertensione oculare.

    L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, la parte dell’occhio che include l’iride, il corpo ciliare e la coroide. Una pressione intraoculare elevata può essere un segnale di questa condizione, e la tonometria è uno strumento chiave nella sua identificazione e gestione.

    L’ipertensione oculare è una condizione in cui la pressione intraoculare è superiore alla norma, ma senza danni al nervo ottico associati al glaucoma. Tuttavia, l’ipertensione oculare può aumentare il rischio di sviluppare il glaucoma nel tempo. La tonometria è fondamentale per monitorare i pazienti con ipertensione oculare, consentendo una gestione mirata per ridurre il rischio di complicanze.

    Conclusioni

    In conclusione, la tonometria è una procedura cruciale per valutare la pressione intraoculare e monitorare la salute degli occhi. La sua importanza nella prevenzione e nel trattamento del glaucoma, insieme al suo ruolo nella gestione di altre condizioni oculari, sottolinea l’importanza di sottoporsi a regolari esami oftalmologici.

    Domande frequenti

    Domande frequenti su tonometria: misuriamo la pressione intraoculare per la salute della vista

    Quando è consigliabile una valutazione oculistica?

    È indicata quando compaiono sintomi nuovi, variazioni della qualità visiva o secondo la periodicità suggerita dall’oculista in base a età, familiarità e condizioni già note.

    Quali esami possono essere necessari?

    Gli esami vengono scelti dopo la visita in funzione del quesito clinico. Possono includere misurazioni della funzione visiva e indagini strumentali mirate alle strutture oculari coinvolte.

    Le informazioni dell’articolo sostituiscono la visita?

    No. I contenuti aiutano a comprendere il tema, ma diagnosi e indicazioni terapeutiche richiedono una valutazione medica individuale.

    Fonti e approfondimenti

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